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FAQ

E' vero che la stufa a pellet non necessita di un tubo di scarico?

Assolutamente NO. La stufa a pellet necessita ASSOLUTAMENTE di uno scarico fumi esterno COIBENTATO che superi di 50 cm. il colmo del tetto.

E' vero che se si passano i tubi della stufa in tutta la casa, si riscalda meglio l'ambiente?

Assolutamente NO. Questo infatti , causa dispersione di calore e i fumi faticano poi ad uscire dalla canna fumaria.

E' importante la manutenzione straordinaria della stufa da farsi ogni anno?

La pulizia della stufa e della rispettiva canna fumaria non è obbligatoria, ma è molto importante per un buon funzionamento.

A cosa serve la certificazione sugli impianti?

Serve a garantire una maggior sicurezza all'utente che richiede al rivenditore l'installazione. Questa certificazione infatti tutela il cliente nel caso si presentino delle anomalie nell'impianto. Attenzione però! Questa certificazione può essere rilasciata solamente da un Ingeniere nominato dall'Azienda installatrice o dall'Azienda stessa che ha almeno 3 anni l'iscrizione alla Camera di Commercio per la legge 37/08 (ex 46/90.)

Si possono usare i tubi in alluminio flessibili o quelli in lamiera per lo scarico fumi delle stufe?

Assolutamente no. E' molto pericoloso, perche i tubi in alluminio servono per un'eventuale canalizzazione dell'aria, mentre quelli in lamiera sono per le stufe a kerosene. Si devono utilizzare per l'interno i tubi in acciaio pesante (non ghisa come dicono)neri o grigi da 2 mm. di spessore , in acciao inox o in muratura a sua volta coibentati all'esterno.

..... qualche informazione sul pellet radioattivo ? ........

LA PAROLA ..... ALL'ANFUS (ASSOCIAZIONE NAZIONALE FUMISTI E SPAZZACAMINI):
La scoperta del pellet contaminato è avvenuta a seguito della cattiva combustione di una partita di prodotto.
Tale caratteristica però non è imputabile alla presenza di radioattività.
Abbiamo avuto modo di parlare in questi giorni con AIEL - ARPA Aosta  - Arpa Lombardia- Vigili del Fuoco Nucleo NBCR di Roma
- Vigili del Fuoco di Brescia e Treviso - Ministero della Sanità per avere tutte le informazioni da poter divulgare.
Per il momento la situazione può essere riassunta come segue:
- E' una sola marca ad essere sotto inchiesta NaturKraft (Pellet Kraft dovrebbe essere ricondotta allo stesso produttore).
- Solo in alcune partite sono stati rilevati valori di radioattività superiori alla media.
- La radioattività non è misurabile con strumenti convenzionali (contatore Geiger) ma con una specifica analisi di
Laboratorio.
- Per il momento ne il Ministero della Sanità ne il nucleo dei Vigili del Fuoco hanno fornito indicazioni scritte ed
ufficiali, anche se sollecitati, su eventuali pericoli per l'esposizione alle ceneri e relative precauzioni da adottare
per gli operatori.
- Ricordiamo che sono le ceneri ad essere potenzialmente contaminate e non il pellet inerte.
- Non è possibile ad occhio nudo desumere dalla combustione se c'è presenza di sostanze radioattive.
- Saranno i Vigili del Fuoco ( ai quali abbiamo offerto tutta la nostra collaborazione per prelievi delle ceneri e quant'
altro concerna le competenze degli associati e le possibilità dell'associazione) ad operare sugli impianti potenzialmente
contaminati e procedere se necessario a bonifica e/o sequestro.
- Aiel ci informa (Comunicat o stampa AIEL) che la maggior parte del pellet  utilizzato in Italia è di provenienza italiana
ed austriaca.
- La norma UNI TS 11263 (Caratterizzazione del Pellet) non prevede controlli sulla radioattività del prodotto. A tal
proposito ANFUS richiederà che vengano inseriti criteri di prova della radioattività anche sul legname e pellet per la
combustione, come da prassi per il legno da costruzione anche a fronte dei recenti studi che confermano che la legna in
Italia viene utilizzata più per scaldare che per arredare.
- Non sembra esserci un rischio sanitario nè per gli operatori nè per gli utilizzatori
INVITIAMO TUTTI GLI OPERATORI A MANTENERE LA CALMA E SEGUIRE LE INDICAZIONI ARRIVATE DALLE  AUTORITA' COMPETENTI.
Una curiosità: nel febbraio scorso un'associazione di consumatori "Altroconsumo" ha effettuato un test su alcune marche
di pellet (non su quello Naturkraft) Dalle analisi non erano emersi risultati preoccupanti per la salute: nei prodotti
controllati è stato verificata la presenza di azoto, cloro, piombo, mercurio, cadmio, cromo. L'analisi sulle ceneri era
stata effettuata sulla presenza di rame, zinco, arsenico, zolfo e sodio. Tutti i risultati erano stati più che soddisfacenti.

...ed ora un comunicato stampa del pellet radioattivo .........

COMUNICATO STAMPA
PELLET RADIOATTIVO: ATTENZIONE ALLE FACILI GENERALIZZAZIONI
Un episodio che non va sottovalutato ma che non deve penalizzare un settore delle
rinnovabili che genera vantaggi ambientali ed economici
Le notizie circa il sequestro di pellet prodotto in Lituania contaminato da Cesio 137 e
commercializzato anche nel nostro paese, danno un‘immagine non coerente con la
realtà del pellet prodotto in Italia.
Come spesso accade le “presunte” responsabilità di pochi ricadono ingiustamente su un
intero settore come quello della produzione del pellet che vede numerosi produttori
italiani impegnati nel continuo miglioramento qualitativo del prodotto.
Una parte rilevante del pellet consumato in Italia è prodotto da aziende italiane che
impiegano legno vergine di provenienza sia nazionale, sia di alcuni paesi europei
limitrofi.
Attualmente in Italia sono consumate oltre 1 milione di tonnellate di pellet, di cui
almeno 750.000 di produzione nazionale. La maggior quota di importazione (circa
250.000 t) proviene dall’Austria. Anche le quote importate sono largamente riferite a
rapporti commerciali consolidati
Le importazioni dei paesi baltici rappresentano una piccola e sporadica quantità,
dettata prevalentemente da logiche di concorrenza sul mercato, dato che questo pellet
è venduto a prezzi sensibilmente più bassi rispetto a quello nazionale.
Le informazioni che sono attualmente disponibili non consentono ancora di avere un
quadro chiaro sull’entità e sulla portata del fenomeno, sia in termini di quantità di
prodotto effettivamente contaminato, sia della soglia di reale contaminazione.
Ciò quindi consiglia molta prudenza rispetto a giudizi liquidatori su un intero settore
produttivo che non deve essere penalizzato ingiustamente.
Il pellet, infatti, rappresenta un importante biocombustibile che registra un notevole
sviluppo in tutta Europa, in grado di sostituire i combustibili fossili e che presenta
notevoli vantaggi ambientali ed economici, con soddisfazione dei numerosi consumatori
che lo utilizzano soprattutto per il riscaldamento domestico.
Il tema della contaminazione radioattiva non va tuttavia sottovalutato e vanno sostenuti
e promossi i controlli che le pubbliche autorità sono chiamate a svolgere con rigore,
anche prevedendo un aggiornamento delle norme. Tuttavia siamo dell’avviso che questo
episodio debba essere ricondotto alla sua reale portata, evitando inutili ed ingiustificati
allarmi.
Vi terremo costantemente aggiornati sull’evoluzione della vicenda tramite il sito web
www.aiel.cia.it
www.assopellet.it
www.pelletgold.net

...... finalmente arrivata la smentita per il pellet radioattivo......

ecco il collegamento per il video.......

http://www.youtube.com/watch?v=A-MwkiAjdiE

Pellet: lo scandalo si spegne!!!! del 15/10/2009

La Procura di Varese ha dissequestrato le oltre 10.000 tonnellate di pellet bloccato nei depositi dal giugno scorso, quando erano stato trovate ceneri contenenti Cesio 137 in concentrazioni 40 volte oltre il limite legale. Le analisi condotte dall'Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) hanno infatti escluso tassi di radioattività superiori ai limiti di legge evidenziando “non rilevanza radiologica dei valori riscontrati e, dunque, la non pericolosità per la salute pubblica”. La legge, in materia di radioattività, non prevede controlli preventivi. «A scopo prudenziale - spiega Mauro Magnoni dell'Arpa Piemonte - andrebbe abbassato dai 1000 Bq/kg attuali a circa 500, per essere sicuri che anche nelle ceneri non vi siano concentrazioni potenzialmente pericolose». Dopo questa vicenda comunque, l'Aiel effettua controlli non solo per assegnare il marchio di qualità “Pellet Gold” al combustibile, ma anche quello sulla radioattività. E la soglia massima tollerata è di 6 Bg/kg, ovvero 150 volte inferiore ai limiti di legge. Fonte:La Nuova Ecologia.it Fonte immagine: Scienzattiva.it

Canna fumaria intasata: monossido invade stabile Due morti e 5 intossicati

Milano - Due persone sono morte e quattro sono rimaste intossicate in alcuni appartamenti dello stesso stabile per un'esalazione di monossido di carbonio che, secondo le prime informazioni, sarebbe fuoriuscito da una canna fumaria comune. Il palazzo è in piazza Gobetti 8, nel quartiere di Città Studi. Sul posto uomini del 118, polizia e vigili del fuoco stanno ispezionando tutte le case. Una dozzina di famiglie che vivono nello stabile sono state subito evacuate dai soccorritori che le stanno assistendo e verificandone lo stato di salute. Ci sarebbe stato un malfunzionamento di una canna fumaria e le infiltrazioni di monossido si sarebbero quindi diffuse in alcuni appartamenti.

Le vittime Sono un italiano e una polacca, che abitavano nello stesso appartamento, secondo quanto reso noto dalla polizia, le due persone morte per una infiltrazione di monossido di carbonio nello stabile di piazza Gobetti 8 a Milano. Gli intossicati sono saliti a 5, di cui uno in gravi condizioni: 2 sono stati ricoverati all’ospedale San Raffaele, 2 alla clinica Città Studi e 1 al Niguarda. L’allarme è stato dato con una chiamata al 118 proprio dalla coppia che poi è deceduta e che abitava in un appartamento al primo piano dello stabile, un edificio di sei piani. Sia l’uomo sia la donna hanno riferito al telefono ai centralinisti di avere forti dolori alla pancia e poi avrebbero perso i sensi. La fuga sarebbe stata causata dal malfunzionamento dello scaldabagno che si trova proprio nell’appartamento della coppia. Al momento lo stabile è evacuato e la gente è per strada mentre i vigili del fuoco stanno procedendo alle ultime verifiche nel palazzo.

http://www.ilgiornale.it/milano/canna_fumaria_intasata_monossido_invade_stabile_due_morti_e_5_intossicati/cronaca_nera_milano-incidenti-gas-intossicati-morti/02-10-2010/articolo-id=477406-page=0-comments=1